02/01/17

Le domande più frequenti sul Reiki ed i trattamenti

Ecco un elenco di chiarimenti sul Reiki ed i Trattamenti che possono esserti utili a capire meglio di che si tratta.
Non esitare a contattarmi per ulteriori approfondimenti.

QUI trovi un'introduzione su che cos'è il Reiki ed a cosa serve

Tutti possono ricevere il Reiki?
Tutti, ma proprio tutti, dai bambini fino agli anziani, dalle persone cosiddette "sane" a quelle ammalate anche per gravi patologie come il cancro. Persino gli animali! Utilizzare questa tecnica può essere una marcia in più sia per prevenire tutta una serie di malesseri fisici e psicologici che per ridurne l'impatto una volta che si presentano.

Sono incinta. Posso ricevere un trattamento? 
Il Reiki è particolarmente consigliato durante la gravidanza e per problemi di infertilità

Posso farmi Reiki da solo/a?
Frequentando un apposito Corso è possibile apprendere la tecnica e rendersi autonomi in modo da realizzare auto-trattamenti ogni volta che si vuole (il Reiki nasce proprio per questo!)

E’ possibile apprendere il Reiki da soli senza frequentare un corso?
In linea teorica sì, perché Usui, lo scopritore, non aveva ovviamente insegnanti di Reiki che lo attivassero. In pratica però non si hanno notizie di altre persone che ci siano riuscite, e d’altronde perché faticare anni quando possiamo apprenderlo in un piacevole fine settimana?

Quali sono i benefici che mi devo aspettare?
I risultati del Reiki sono estremamente variegati e dipendono molto dal proprio punto di partenza in termini di benessere psico-fisico) ma anche dalla propria capacità/allenamento all'ascolto delle sensazioni. I benefici agiscono sia a livello fisico che psicologico/comportamentale ed i casi sui quali il Reiki può agire sono davvero molti. Ormai anche la ricerca scientifica ha iniziato a misurare gli effetti benefici del Reiki.

Dopo quanto tempo potrò vedere i risultati di un trattamento Reiki?
Nei casi di disturbi acuti/recenti i benefici in genere si rendono visibili in tempi più brevi. Addirittura nei casi di pronto soccorso possono essere velocissimi. Per malattie più gravi o croniche occorrono invece una quantità e una costanza nelle applicazioni molto maggiori, proporzionali alla gravità della malattia. Non tutte le malattie possono regredire con il Reiki, ma la qualità della vita del malato ne trarrà beneficio in ogni caso. 

Ma se non ci credo il Reiki funziona lo stesso?
Il Reiki funziona indipendentemente dal fatto che chi lo pratica o riceve ci creda o meno. Ne è dimostrazione lampante il fatto che si ottengono risultati anche su animali, piante, persone incoscienti e bambini molto piccoli, prova evidente che non si tratta di autosuggestione.

Ci sono controindicazioni e pericoli nei trattamenti Reiki?
No, l’energia agisce sempre per il meglio della persona. In talune situazioni occorre avere alcune accortezze che l'Operatore Reiki ben conosce e che, in caso di auto-trattamento, vengono spiegate durante i corsi.

Il Reiki può sostituire le altre terapie mediche? 
Praticare Reiki non comporta l’abbandono degli altri sistemi di cura: al contrario il Reiki si integra molto bene con ogni tipo di medicina, sia essa allopatica, omeopatica, ecc., ed anche con le terapie psicologiche. Spesso rappresenta una tecnica complementare per ridurre o eliminare gli effetti collaterali delle medicine/terapie tradizionali.

Reiki e Pranoterapia sono la stessa cosa?
Rispetto ad un osservatore esterno appaiono tecniche estremanete simili, in realtà nella sostanza sono invece molto diverse. Ecco perchè.

Da dove viene questa tecnica?
Il Reiki è una tecnica di origine giapponese messa appunto da Mikao Usui agli inizi del 1900 e poi diffusa in occidente a partire dagli anni 70/80. Ecco la sua storia nel dettaglio.

Quanti tipi di Reiki esistono?
Il nome Reiki riguarda una tecnica precisa, per cui si può dire che il Reiki è uno solo, quello detto “Secondo il metodo Usui” o il suo antenato detto “tradizionale” o “giapponese” (vedi la storia del Reiki). Alcuni insegnanti hanno ritenuto di variare tale tecnica, aggiungendo contenuti filosofici o provenienti da altre discipline, ma in questo caso generalmente il nome viene variato (Reiki “xxx”) evitando in tal modo troppe confusioni. Altre volte la tecnica è fondamentalmente la stessa ed il nome è stato variato probabilmente per motivi commerciali (alcune varianti del nome sono marchi registrati). Infine vi sono discipline che nulla hanno a che vedere con il Reiki ma per motivi vari, ad esempio perché riguardano l’uso dell’energia, contengono la parola “Reiki” nel nome (Karuna Reiki, Reiki Cristico, ecc.).

Quante tipologie di trattamenti Reiki posso ricevere?
Oltre al trattamento standard (1° livello) che si concentra più sul corpo fisico, è possibile ricevere trattamenti che si focalizzano, invece, sugli aspetti più mentali ed emotivi oppure trattamenti indirizzati a "situazioni" particolari (grazie alle tecniche di 2° livello). Le tecniche di 2° livello permettono, inoltre, di trattare la persona anche "a distanza" senza il contatto fisico tra operatore e ricevente. Questo permette di fare, per esempio, sessioni di rinforzo tra i trattamenti in presenza oppure inviare energia a persone lontane o difficilmente raggiungibili con il contatto fisico prolungato (come i malati allettati). Con il trattamento Reiki Spirituale (3° livello) si indirizza invece l'energia agli aspetti più profondi. E' possibile utilizzare anche la tecnica del trattamento veloce (più focalizzato sugli effetti pratici della tecnica che sull'aspetto del rilassamento) che dura circa 20 minuti e si svolge in piedi o da seduti. Si può ricorrere, infine, ad un trattamento particolare: l'Allineamento Reiki.

Devo aderire ad una religione, un credo specifico, uno stile di vita particolare?
Anche se il Reiki ha dei risvolti a livello spirituale in quanto il benessere e la serenità che dona sono molto profondi, il Reiki non è una religione: è una tecnica e come tale è privo di dogmi, non richiede di credere in qualcosa, e nemmeno impone cambiamenti nello stile di vita (ad es. mangiare in un certo modo, ecc.). Alcune volte membri della Chiesa Cattolica hanno preso posizione contro il Reiki, ma ciò è dovuto al fatto che alcuni insegnanti mescolano il Reiki con altro: se siete cattolici praticanti scegliete un insegnante/operatore che utilizzi la tecnica pura e semplice, tenendo per sé le sue convinzioni filosofiche

Quanto dura una sessione di Reiki?
Una sessione dura generalmente un'ora. La prima sessione in genere dura di più in modo da rendere possibile alla persona condividere con l'operatore aspettative, obiettivi e domande relative ai trattamenti Reiki. Se si è già partecipato ad un incontro introduttivo sul Reiki ed i Trattamenti questa fase può ulteriormente essere ridotta.

Quante sessioni di trattamento Reiki sono necessarie?
Dipende molto dall'obiettivo del trattamento stesso (agire su un problema recente ed acuto oppure su un problema cronico). In genere si consiglia almeno 1 Ciclo di 4 sessioni (di un'ora ciascuna) ravvicinate nel tempo (l'ideale è 4 giorni a fila oppure all'interno di una stessa settimana)
 
In quale posizione vengono realizzati i trattamenti Reiki?
Le posizioni che il ricevente può assumere durante un trattamento sono diverse, a seconda delle esigenze della persona. In genere si sta comodamente sdraiati su un lettino da massaggio.

Occorre spogliarsi durante un trattamento Reiki? 
No, non si tratta di un massaggio, quindi non è necessario. E' più che sufficiente vestirsi comodi.

C'è un contatto fisico con l'operatore durante un trattamento Reiki?
Il Reiki può essere realizzato sia con un leggero contatto (le mani dell'operatore si appoggiano delicatamente senza pressione sul corpo del ricevente) ma anche (soprattutto in certe posizioni del corpo più delicate ed intime (genitali, gola....) a qualche centimetro di distanza. E' possibile inoltre concordare direttamente con l'operatore le proprie preferenze personali.

Quali sensazioni avrò durante un trattamento Reiki?
La gamma di sensazioni avvertibili durante un trattamento è veramente molto ampia e soggettiva. Dipende molto dal proprio punto di partenza (quando l'energia Reiki arriva come mi trova dal punto di vista psico-fisico) ma anche dalla propria capacità/allenamento all'ascolto delle sensazioni. E' preferibile non fare un elenco di sensazioni possibili per non suggestionare troppo la persona che voglia sperimentare un trattamento. Quello che è possibile anticipare è sicuramente la sensazione molto diffusa di rilassamento profondo.

E' possibile parlare durante un trattamento Reiki?
Di solito la sessione viene realizzata in silenzio e l'operatore può utilizzare una musica di sottofondo per agevolare il rilassamento. Il silenzio inoltre aiuta il ricevente ad ascoltare meglio le proprie sensazioni e l'effetto del trattamento. Naturalmente è possibile e auspicabile comunicare all'operatore qualsiasi informazione rilevante rispetto al trattamento allo scopo, per esempio, di adeguare la temperatura, la musica, il cuscino, esprimere particolari esigenze (andare in bagno o cambiare posizione). Al termine della sessione sarà possibile condividere sensazioni o domande.

Posso guidare dopo la mia sessione?
Al termine del trattamento l'operatore vi farà rialzare lentamente e con i vostri tempi. Avrete tutto il tempo di tornare vigili e presenti e quando sarete di nuovo arrivati alla vostra auto potrete tranquillamente guidare in sicurezza.

Dopo un trattamento Reiki devo fare qualcosa di particolare?
Si consiglia di bere molta acqua per agevolare l'eliminazione delle tossine che il Reiki in genere favorisce. E' utile trascorrere in relax e tranquillità il resto del giorno anche per avere magari modo di ascoltare le sensazioni e gli effetti del trattamento Reiki che si estendono oltre l'ora della sessione.

Si può ricevere "troppo" Reiki? 
No, il Reiki ha una funzione riequilibrante. E' infatti improprio parlare del Reiki come un "dare energia". Non viene data energia in più ma energia che velocizza il ripristino dell'equilibrio. 




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