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16/07/17

Il Reiki per i caregivers

“Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te ...” (Franco Battiato). Facile a dirsi, più complicato a farsi. Questo articolo è dedicato proprio a loro, al popolo dei caregivers (letteralmente dall’inglese, “colui/colei che offre cura”) e cioè a tutte quelle persone che assistono una persona gravemente ammalata (spesso affetta da patologia cronico-degenerativa e oncologica). Il caregiver, che spesso è una donna, può essere di 2 tipi: informale o formale. Nel primo caso si tratta di persone che in ambito domestico/familiare (ma non necessariamente perchè possono essere anche amici) assistono un familiare a titolo gratuito. Nel secondo caso invece il caregiver è "istituzionale" e svolge una vera e propria attività codificata: un lavoro pagato in alcuni casi (badanti, assistenti, accompagnatori, operatori sanitari) o un'attività di volontariato. Per la mia storia personale e per le attività che svolgo conosco ormai da anni l'ambito della malattia con tutte le dinamiche connesse, compresa quella relativa al caregiving (io stessa lo sono stata e lo sono tutt'ora sia in ambito informale che formale). Mi rendo perfettamente conto, quindi, di quanto una tecnica come il Reiki, possa portare conforto ai caregivers, soprattutto a quelli familiari. Vediamo i motivi......

Insegnare il Reiki ai Caregivers: il racconto di Judy McCracken

Questo è il racconto che Judy McCracken ha pubblicato su Reiki News Magazine nel 2008 riguardante l'utilizzo del Reiki con i caregivers. Judy è un'esperta di programmi scolastici per i bambini con esigenze particolari in pensione. Master Reiki, presidente del McCracken Wellness Center ed amministratore delegato del Reiki Rays of Hope for Families and Children, un'organizzazione senza fini di lucro attraverso la quale lei e molti altri Reiki Master insegnano gratuitamente il Reiki ai caregivers. Le sue riflessioni e la sua lunga esperienza con i caregiver sono davvero la dimostrazione di quanto questa tecnica può essere utile per loro ma forniscono anche perle preziose per tutti gli operatori interessati a portare sollievo alla malattia attraverso il Reiki.

15/07/17

Programma di formazione Reiki per i caregivers di pazienti pediatrici ospedalizzati

Ecco il resoconto dell'interessante studio "Reiki training for caregivers of hospitalized pediatric patients: A pilot program" pubblicato nel 2012. La ricerca ha esplorato la fattibilità di un programma di formazione Reiki per i caregiver familiari di giovani pazienti ricoverati in ospedale. Al termine della formazione, è stata condotta un'intervista per ottenere i feedback del partecipante in merito all'efficacia ed alla fattibilità del programma di formazione. La maggior parte delle famiglie ha partecipato alle sessioni di addestramento Reiki riportando benefici per il proprio figlio che ha migliorato il proprio benessere (76%), il rilassamento (88%) ed il sollievo dal dolore (41%). Tutti i caregivers identificati sono diventati soggetti attivi nella cura del loro bambino. Il programma di formazione Reiki ha dimostrato di avere un impatto positivo sui pazienti e sulle loro famiglie. Ecco i dettagli della sperimentazione........

10/07/17

5 agosto, una giornata di Reiki Gratuito per i Caregivers a Grosseto

Sabato 5 agosto sarà una giornata interamente dedicata al popolo sommerso e spesso trascurato dei Caregivers (letteralmente dall’inglese “colui/colei che offre cura”). Mi riferisco a tutte quelle persone che assistono un malato (spesso affetto da patologia cronico-degenerativa od oncologica). Il caregiver, che spesso è una donna, può essere di 2 tipi: informale o formale. Nel primo caso si tratta di persone che in ambito domestico/familiare (ma non necessariamente perchè possono essere anche amici) assistono un familiare a titolo gratuito. Nel secondo caso invece il caregiver è "istituzionale" e svolge una vera e propria attività codificata: un lavoro pagato in alcuni casi (badanti, assistenti, accompagnatori, operatori sanitari) o un'attività di volontariato. 

12/04/17

Il Reiki come strumento di accompagnamento alla morte nel fine vita

Tengo moltissimo a questo articolo sia per l'argomento trattato che mi è da sempre molto caro e vicino sia per la mia personale esperienza di operatrice Reiki nell'assistenza alle persone gravemente malate. Il Reiki è un ottimo strumento per aiutare, con grazia e semplicità, le persone e gli animali nell'accompagnamento alla morte e nella transizione oltre il fine vita. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che le cure palliative debbano considerare la morte un processo normale, non affrettare posporre la morte, fornire sollievo dal dolore, integrare nella cura gli aspetti psicologici e spirituali, aiutare i pazienti a vivere quanto più attivamente possibile fino alla morte, supportare la famiglia durante la malattia e nel loro lutto. Il Reiki sostiene e migliora il conseguimento di questi scopi. Vediamo come.....