08/02/17

Il Reiki nella sanità: intervista a MariaGiovanna Luini

Condivido alcune parti dell'intervista rilasciata dalla dott.ssa MariaGiovanna Luini (pseudonimo di Giovanna Gatti, scrittrice, divulgatrice scientifica, medico all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, Master Reiki e Foundational Practitioner di Reconnective Healing). Le parole e l'esperienza della dott.ssa Luini in merito al Reiki in contesti sanitari sono particolarmente interesssanti proprio in quanto provenienti da un medico.




MariaGiovanna Luini, lei unisce alle specializzazioni come radioterapia e chirurgia generale , il Master Reiki e la pratica di Reconnection. Cosa può dirci della medicina integrata?
«Ognuno ha un modo proprio di prendersi cura degli altri. Per me, per la mia pratica medica quotidiana, integrare significa mettere insieme avendo consapevolezza. La medicina integrata, che io uso, si basa prima su uno studio accurato e approfondito di tecniche e approcci che possono aiutare la gente, poi sulla loro adozione nei casi che ritengo adatti. Integrare cioè mettere insieme, mai separare o escludere a priori: chiunque escluda a priori la medicina tradizionale a favore delle cosiddette “alternative”, per esempio, compie errori madornali, e lo stesso accade a quei medici che, nel nome di un presunto approccio scientifico che in fondo è solo una boa per la propria insicurezza, rifiutano di informarsi, di aprire la mente al dubbio e al mistero. Allargare la mente, il cuore, allargare le braccia per aiutare cercando per ogni singola persona l’insieme delle possibili soluzioni. La medicina integrata richiede studio, costante impegno per non essere approssimativi: avere cura delle persone è questione di amore e coscienza, approssimazione e faciloneria sono bandite. Con la medicina integrata si guarda TUTTA la persona, non la si frammenta in modo eccessivo».

Da varie valutazioni emerge che il Reiki ha diversi benefici: è coadiuvante nella terapia del dolore, stimola l’autoguarigione naturale e l’armonia psichica, favorisce il flusso energetico in tutto il corpo, genera un profondo rilassamento ed è complementare ad altri trattamenti medici. In alcuni ospedali del mondo emerge come il Reiki sia efficace nelle terapie del dolore, nell'assistenza pre e post operatoria, durante i trattamenti chemio e radioterapici del malato oncologico. Cosa può dirci in merito?
«Esiste anche in alcuni ospedali italiani, sta prendendo piede e ne sono felice. A lungo ho insistito perché anche in IEO (Istituto Europeo di Oncologia) il Reiki fosse adottato, ho fiducia che accadrà perché ho colleghi molto sensibili e attenti. Sono studiosa di Energia da anni e Grand Master Reiki, cioè Master in numerose tecniche Reiki, e ho conseguito le certificazioni di Practitioner in Reconnective Healing (la tecnica che uso al di fuori di IEO): metto insieme le terapie energetiche alle specializzazioni mediche e al Master in chirurgia senologica, ovviamente separando luoghi e contesti. Conosco anche la Pranic Healing, Theta Healing e via così: per chi non conosce sono nomi, di fatto si tratta di processi meravigliosi di interazione tra noi e l’Energia universale. Per semplificare si parla di pranoterapia: la cura con l’imposizione delle mani. Sono tante tecniche che, partendo da punti di vista simili ma non uguali, si basano sull’enorme intelligenza dell’Energia Universale, un’energia meravigliosa a disposizione di tutti, tangibile e presente.
I risultati delle terapie energetiche insieme alle cure di medicina tradizionale a volte sono sorprendenti, e non solo nell’alleviare il dolore».

Chiunque può praticarlo anche in abbinamento ad altre tecniche naturali o mediche?
«A tutti è dato di esplorare l’Energia Universale, certo. A tutti è dato di studiarne gli effetti e i metodi di interazione con gli esseri viventi. Le tecniche di cura con l’Energia prevedono anche l’autotrattamento e questo è meraviglioso: lo stesso vale per i fiori di Bach, scoperti dal medico Edward Bach e concepiti proprio per l’automedicazione. Quando tratto le persone che si rivolgono a me per ricevere una o più sessioni energetiche spendo sempre un po’ di tempo per invitare all’autotrattamento: è bellissima esplorare i benefici dell’Energia con calma, da sé».

È utile anche a livello professionale  perché fortifica la mente, aiuta a sciogliere le ansie da prestazione e la capacità di  gestire situazioni di stress e di conflitto, quindi elimina le tensioni creando un ambiente aziendale sereno tra i collaboratori. Può essere utile inserirlo in azienda?
«Secondo me più utile sarebbe la meditazione, ma in un mondo ideale sarebbe bello avere anche Reiki o una tecnica simile. Non ho dubbi che il personale di un’azienda, dai vertici fino alla base, possa avere migliori relazioni reciproche e risultati molto più alti con l’equilibrio della meditazione e l’intelligenza dell’Energia Universale. Per non parlare del miglioramento dell’atmosfera globale: in alcune aziende ormai il clima è giunto a livelli prossimi alla rottura perché non si è badato alla qualità della comunicazione e dei rapporti interni. Come è noto,  alcune grandi aziende orientali impongono ai top manager meditazione e tecniche di rilassamento o autotrattamento Reiki».


Fonte: 25 settembre 2015 Extra Magazine

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