01/08/16

Il Reiki per i pazienti oncologici anziani

Nel 2005, la Rivista Italiana di Cure Palliative ha pubblicato un interessante articolo intitolato “Il Reiki nell’assistenza infermieristica al paziente anziano con neoplasia avanzata” riguardante lo studio condotto dall’UOC di Onco-Geriatria dell’Istituto Geriatrico “Pio Albergo Trivulzio” di Milano.

Gli autori dell'articolo appartengono all'UOC di Onco-Geriatria, Istituto Geriatrico “Pio Albergo Trivulzio” di Milano (Maria Teresa Vitale, Maria Elena La Grassa, Franco Lombardi, Dario Cova) e al Dipartimento di Scienze Medico-chirurgiche, San Donato, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano (Elisabetta Cofrancesco).

Scopo dello studio è stato valutare se Reiki, in supporto alle terapie convenzionali, possa contribuire ad alleviare i sintomi correlati alla patologia neoplastica nel paziente oncologico anziano. In uno studio pilota, prospettico, sono stati arruolati 25 pazienti (16 donne), età media 71 anni, affetti da neoplasia in stadio avanzato e con performance status secondo Karnofsky tra 50 e 10. Sei pazienti sono stati accompagnati alla morte. Sono stati eseguiti 6 (range 2-9) trattamenti Reiki per paziente, a cadenza bi-trisettimanale. Il rilassamento è risultato medio-profondo nel 90% dei pazienti, il riscontro soggettivo di “sentirsi meglio” nel 94%, l’indice di gradimento da parte dei pazienti 9,5 (score 0-10). 

Le conclusioni dello studio
Nel paziente anziano affetto da tumore in fase avanzata, il Reiki può essere efficace nel contribuire ad alleviare sintomi della malattia e migliora la qualità di vita, e può essere utilizzato a complemento delle terapie analgesiche farmacologiche perché in grado di fornire sollievo psicologico anche nell’ammalato in fase terminale.
A parere degli infermieri del reparto oncogeriatrico, Reiki è risultato molto gradito ai pazienti per i seguenti motivi:
  • dal punto di vista fisico il trattamento Reiki svolge un’azione rilassante sciogliedo le tensioni emotive, regolarizza la pressione arteriosa e il battito cardiaco, distende la muscolatura contratta con un buon effetto analgesico finale; inoltre ricarica energeticamente;
  • dal punto di vista emozionale il trattamento Reiki riporta in contatto con i propri sentimenti, contribuisce a rasserenare le situazioni intricate, sostiene le relazioni, aiuta a vivere più intensamente il presente, aumenta l’accettazione della malattia e predispone positivamente verso il futuro;
  • dal punto di vista mentale il trattamento Reiki riporta chiarezza, lucidità e può risvegliare l’interesse per l’esistenza nonostante la malattia e la sofferenza; aumenta la consapevolezza di sé e conseguentemente la capacità di riconoscere ed esprimere la propria verità anche nelle situazioni più difficili;
  • dal punto di vista spirituale il trattamento Reiki induce uno stato di maggiore fiducia in se stessi e nella vita. Ci si sente parte di un tutto che scorre e fluisce, si ritrova la forza di pregare o di sperare. 

I vantaggi del Reiki si manifestano anche a carico dell’infermiere/operatore che tratta, in quanto Reiki  sostiene la relazione, riduce l’ansia nella cura, aumenta l’empatia e la comprensione per l’altro, sviluppa amore e compassione.  
L’inserimento di Reiki nella formazione professionale del l’infermiere può offrire un utile mezzo per  valorizzarne la professionalità, trasformando la “manipolazione” del paziente, a volte ruvida e veloce per necessità contingenti, in una vera e propria “terapia di contatto”

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